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  <title>Chi a l'è de chi</title>
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  <description>Documentari sulle persone che fanno l'identità della provincia di Varese.</description>
  <language>it-IT</language>
  <copyright>Chi a l'è de chi</copyright>
  <lastBuildDate>Sun, 27 Sep 2026 18:13:22 GMT</lastBuildDate>
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    <title>Chi a l'è de chi</title>
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    <title><![CDATA[Che cosa vuol dire «chi a l'è de chi»]]></title>
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    <pubDate>Sun, 27 Sep 2026 18:12:00 GMT</pubDate>
    <category>Articolo</category>
    <dc:creator><![CDATA[Sergio Mugliari]]></dc:creator>
    <description><![CDATA[La domanda in dialetto varesotto che dà il nome al progetto: che cosa chiede davvero, perché non si traduce con «di chi sei», e come cambia da un paese all'altro.]]></description>
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    <content:encoded><![CDATA[<p>Se sei della provincia di Varese, la frase l'hai già sentita. Se non lo sei, la prima volta che la leggi sembra scritta male, perché la parola «chi» compare due volte e sembra la stessa parola ripetuta.</p>
        <p>Non lo è.</p>
        <h2>La traduzione</h2>
        <p><em>Chi a l'è de chi?</em> vuol dire <strong>«chi, fra voi, è di qui?»</strong></p>
        <p>Il primo «chi» è la persona: quale di voi. L'ultimo «chi» non è una persona, è un posto: in dialetto varesotto vuol dire <strong>qui</strong>. Da lì nasce l'equivoco di chi la legge con l'orecchio dell'italiano.</p>
        <p>Messa per intero, la domanda suona così: di tutti quelli che stanno in questa piazza, in questo bar, in questo paese, chi è davvero di qui.</p>
        <h2>Non si traduce con «di chi sei»</h2>
        <p>È la confusione più comune, e cambia completamente il senso.</p>
        <p><em>De chi te seet?</em>, «di chi sei», è una domanda sulla famiglia: chiede di chi sei figlio, da quale casa vieni. È una domanda bellissima e in tanti paesi si fa ancora. Ma è un'altra domanda.</p>
        <p><em>Chi a l'è de chi</em> chiede il <strong>posto</strong>, non la parentela. Non vuole sapere da chi discendi. Vuole sapere chi appartiene a questo luogo, e chi questo luogo lo tiene in piedi.</p>
        <h2>Perché l'abbiamo scelta come nome</h2>
        <p>Facciamo documentari sulle persone della provincia di Varese. Non su personaggi famosi: su chi ha costruito qualcosa qui e continua a tenerlo aperto.</p>
        <p>Quando arrivi in un paese che non è il tuo e cerchi una storia da raccontare, quella è letteralmente la domanda che devi fare. Non «chi è il più importante», non «chi è il più conosciuto fuori». Chi, fra voi, è di qui. Chi c'era prima. Chi è rimasto. Chi tiene aperta la bottega, chi organizza la sagra da trent'anni senza averlo mai detto a nessuno, chi ha messo su un'attività partendo dal niente.</p>
        <p>La risposta a quella domanda non ce l'ha un ufficio e non ce l'ha Google. Ce l'hanno soltanto le persone che ci vivono accanto.</p>
        <h2>Il nome cambia con il paese</h2>
        <p>Siccome l'ultimo «chi» vuol dire «qui», al suo posto ci si può mettere il nome di un paese.</p>
        <p><em>Chi a l'è de Vares</em>, chi è di Varese. <em>Chi a l'è de Lavén</em>, chi è di Laveno. <em>Chi a l'è de Lüìn</em>, chi è di Luino.</p>
        <p>È per questo che ogni ritratto può prendere il nome del paese di chi racconta. Il progetto si chiama in un modo solo, ma nei centotrentasei comuni della provincia si può dire in centotrentasei modi.</p>
        <h2>Come si scrive e come si legge</h2>
        <p>Si scrive <strong>Chi a l'è de chi</strong>, con l'apostrofo dopo la elle e l'accento grave sulla è.</p>
        <p>Si dice tutto attaccato e veloce, come si fa una domanda vera, non come si legge un titolo. L'accento della frase cade sulla è.</p>
        <p>Capita di trovarla scritta «chi a le de chi» oppure «chi l'è de chi»: sono storpiature d'uso, e si capiscono lo stesso.</p>
        <h2>E adesso la domanda te la facciamo noi</h2>
        <p>Del tuo paese, chi è che lo tiene in piedi. Chi è la persona di cui tutti sanno qualcosa e nessuno ha mai scritto niente.</p>
        <p>Se ti è venuto in mente un nome, <a href="/proponi">proponilo qui</a>. Oppure apri <a href="/mappa">la mappa dei ritratti</a> e cerca il tuo comune: vedrai chi abbiamo già raccontato, e quanto spazio vuoto c'è ancora.</p>]]></content:encoded>
  </item>
  <item>
    <title><![CDATA[Ernesto Masina, lo scrittore che a quasi novant'anni scrive ancora]]></title>
    <link>https://chialedechi.it/articolo/ernesto-masina-scrittore-varese</link>
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    <pubDate>Sun, 27 Sep 2026 18:12:00 GMT</pubDate>
    <category>Articolo</category>
    <dc:creator><![CDATA[Sergio Mugliari]]></dc:creator>
    <description><![CDATA[È il protagonista del nostro primo documentario, Tiremm Innanz. Chi è, che cosa lo tiene alla scrivania, e perché abbiamo deciso di filmarlo adesso.]]></description>
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    <content:encoded><![CDATA[<p>Ernesto Masina ha quasi novant'anni e ogni mattina si siede e scrive.</p>
        <p>Non lo fa per lavoro e non lo fa per farlo leggere a qualcuno. Lo fa perché scrivere è la cosa che gli dà un motivo per alzarsi. È anche mio nonno, ed è il protagonista del primo documentario di Chi a l'è de chi.</p>
        <h2>Il film</h2>
        <p>Si chiama <em>Tiremm Innanz</em>, che in dialetto vuol dire <strong>tiriamo avanti</strong>. Dura trentacinque minuti ed è uscito nel 2026.</p>
        <p>Segue la quotidianità di Ernesto: uno scrittore anziano che ha fatto della scrittura una forma di resistenza al tempo e al silenzio. La domanda che il film si porta dietro dall'inizio alla fine è una sola. Che cosa spinge una persona a continuare a scrivere quando la vita cambia per sempre.</p>
        <p>Non è un'intervista e non è un servizio. È un viaggio fra il passato e il presente, un ritratto sulla memoria, sull'amore e sulla forza di continuare.</p>
        <p><a href="/film/tiremm-innanz">La scheda del film è qui</a>, con il trailer e le date delle proiezioni.</p>
        <h2>Perché adesso e non fra vent'anni</h2>
        <p>Questa è la parte che conta, e vale per Ernesto come per tutte le persone che vorremmo incontrare.</p>
        <p>Di una persona così, in famiglia e in paese, si parla. Si racconta un aneddoto a tavola, qualcuno si ricorda una frase, qualcun altro ha una fotografia in un cassetto. Ma è tutto passaparola, e il passaparola non è eterno: dura finché c'è qualcuno che se lo ricorda.</p>
        <p>Noi l'abbiamo filmato adesso, che c'è e può raccontarsi da solo, con la sua voce e le sue pause. Non fra vent'anni, quando qualcuno proverà a ricordarselo al posto suo.</p>
        <h2>L'undici aprile, al MIV</h2>
        <p><em>Tiremm Innanz</em> è stato proiettato l'11 aprile 2026 alle 10:30 al MIV, la Multisala Impero di Varese.</p>
        <p>La sala era piena. Non lo scrivo per vantarmi di un numero: lo scrivo perché è stata quella mattina a farci capire una cosa che prima non sapevamo. Che una storia di Varese, raccontata bene e su uno schermo vero, la gente la viene a vedere. E che quel film non doveva restare una cosa sola.</p>
        <p>Chi a l'è de chi è nato lì.</p>
        <p>Ne hanno scritto <a href="https://www.varesenews.it/2026/04/tiremm-innanz-al-miv-di-varese-il-documentario-su-ernesto-masina/2543563/" target="_blank" rel="noopener">VareseNews</a> e <a href="https://www.malpensa24.it/storie-di-varese-da-conoscere-al-miv-proiezione-sullo-scrittore-ernesto-masina/" target="_blank" rel="noopener">Malpensa24</a>.</p>
        <h2>Che cosa fa adesso nel progetto</h2>
        <p>Ernesto non è soltanto il primo protagonista. È anche quello che, nel progetto, tiene i rapporti con le persone.</p>
        <p>Conosce mezza Varese, si ricorda i nomi, e quando c'è da bussare a una porta per la prima volta ci va lui. In un lavoro che consiste nel chiedere a degli sconosciuti di raccontarsi davanti a una telecamera, è esattamente la cosa più difficile che ci sia.</p>
        <p>Lo trovi fra i <a href="/#contatti">contatti</a>, con la sua mail e il suo numero.</p>
        <h2>Se conosci una persona così</h2>
        <p>Non deve essere famosa e non deve avere fatto qualcosa di clamoroso. Deve avere una storia che finora è rimasta a voce.</p>
        <p>Se ti è venuto in mente qualcuno, <a href="/proponi">proponilo qui</a>. Il secondo film lo stiamo cercando adesso.</p>]]></content:encoded>
  </item>
  <item>
    <title><![CDATA[Perché facciamo film e non interviste]]></title>
    <link>https://chialedechi.it/articolo/perche-film-e-non-interviste</link>
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    <pubDate>Sun, 27 Sep 2026 18:12:00 GMT</pubDate>
    <category>Articolo</category>
    <dc:creator><![CDATA[Sergio Mugliari]]></dc:creator>
    <description><![CDATA[La differenza fra riprendere una persona e raccontarla, e perché una storia di paese merita lo stesso linguaggio che si usa al cinema.]]></description>
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    <content:encoded><![CDATA[<p>La domanda ce la fanno spesso, e quasi sempre con la stessa faccia perplessa. Perché ci mettete dei mesi. Bastava una telecamera, due domande, e in mezza giornata era fatta.</p>
        <p>Ha ragione chi la fa. Bastava. Ma sarebbe stata un'altra cosa.</p>
        <h2>Che cos'è un'intervista</h2>
        <p>Un'intervista è una persona seduta che risponde. Chi guarda riceve delle informazioni: dove è nato, che cosa ha fatto, in che anno. Sono informazioni vere e servono.</p>
        <p>Il problema è che di quella persona, alla fine, sai dei fatti e non sai com'è. Non hai visto le sue mani mentre fa la cosa che sa fare. Non hai sentito il silenzio della sua cucina alle sette di mattina. Non sai come cammina, che cosa guarda quando smette di parlare, quanto tempo ci mette a rispondere a una domanda difficile.</p>
        <p>Un'intervista riprende una persona. Non la racconta.</p>
        <h2>Che cosa cambia in un film</h2>
        <p>In un documentario la parte che pesa di più non è quella in cui qualcuno parla.</p>
        <p>Stiamo lì delle ore, spesso per più giorni, e la maggior parte del tempo non chiediamo niente. Filmiamo il lavoro, la casa, le mani, la luce che entra alle sei. Poi in montaggio si mette insieme, e il risultato non è il racconto di una vita: è la sensazione di aver passato del tempo con qualcuno.</p>
        <p>È una differenza che si spiega male e si vede subito. Dopo un'intervista sai delle cose su una persona. Dopo un film ti sembra di conoscerla.</p>
        <h2>E costa di più, ovviamente</h2>
        <p>Non c'è solo la macchina da presa. C'è la ricerca prima ancora di suonare il campanello, ci sono gli incontri in cui non si gira niente e si prende solo un caffè, ci sono gli spostamenti, le giornate di ripresa, l'audio, il montaggio, il colore, la musica, l'archiviazione. E soprattutto c'è il tempo.</p>
        <p>Lo diciamo perché ci sembra onesto dirlo: il costo di un documentario è quasi tutto lavoro che non si vede.</p>
        <h2>Perché lo facciamo lo stesso</h2>
        <p>Perché queste persone non le racconta nessun altro, e perché il modo in cui le racconti dice quanto valgono.</p>
        <p>Del Sacro Monte esistono migliaia di fotografie fatte bene. Della signora che da quarant'anni tiene aperta l'unica bottega di un paese di trecento abitanti non esiste quasi niente: qualche foto in un cassetto e due cose che si raccontano in famiglia.</p>
        <p>Se di lei facessimo un video di tre minuti girato in fretta, staremmo dicendo che vale tre minuti girati in fretta. Se ne facciamo un film, con la stessa cura che si userebbe per chiunque altro, stiamo dicendo un'altra cosa. E lo stiamo dicendo soprattutto a lei.</p>
        <h2>Prima in sala, poi online</h2>
        <p>C'è una conseguenza pratica di tutto questo, ed è il motivo per cui i nostri film escono prima in una sala e solo dopo su internet.</p>
        <p>Un documentario visto in venti secondi mentre si scorre il telefono non è lo stesso documentario. Al buio, seduti, con altre persone intorno, e con il protagonista in sala, succede una cosa che non si può replicare. L'undici aprile, alla prima proiezione di <em>Tiremm Innanz</em>, se ne sono accorti tutti.</p>
        <p><a href="/documentari">Qui ci sono i documentari</a>, e <a href="/agenda">qui le prossime proiezioni</a>.</p>]]></content:encoded>
  </item>
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    <title><![CDATA[Progetto Museo Tattile (in lavorazione)]]></title>
    <link>https://chialedechi.it/film/museo-tattile</link>
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    <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 22:57:06 GMT</pubDate>
    <category>Documentario</category>
    <description><![CDATA[Un museo che si esplora con le mani: modelli e superfici da toccare, costruiti in bottega e provati da chi li visita a occhi bendati. Le riprese sono concluse e il montaggio è in corso — titolo, sinossi definitiva e data di uscita arriveranno.]]></description>
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    <title><![CDATA[Tiremm Innanz]]></title>
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    <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
    <category>Documentario</category>
    <description><![CDATA[Cosa spinge una persona a continuare a scrivere quando la vita cambia per sempre? Tiremm Innanz è un documentario che segue la quotidianità di Ernesto Masina, uno scrittore anziano che ha fatto della scrittura una forma di resistenza al tempo e al silenzio. Un viaggio intimo tra passato e presente, un ritratto delicato sulla memoria, sull'amore e sulla forza di continuare a vivere.]]></description>
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